3D bioprinting: al via una nuova ricerca per la ricostruzione del menisco

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Una nuova frontiera si apre per il 3d bioprinting: la notizia che oggi vi vogliamo presentare è quella di una neo-nata collaborazione di ricerca, che speriamo possa presto raggiungere risultati importanti in ambito chirurgico, in particolare per la ricostruzione del menisco.

Aspect Biosystems, una società canadese di biotecnologie, leader nel campo della bioprinting e dell’ingegneria dei tessuti, ha infatti annunciato agli inizi di gennaio l’avvio di una partnership con il team di specialisti sanitari della DePuy Synthes Products, filiale della società farmaceutica Johnson & Johnson. La promessa dei ricercatori è di offrire entro breve termine un modo completamente nuovo per intervenire chirurgicamente nel caso di una lesione al menisco. Per fare ciò, Aspect intende mettere a disposizione del team di ricerca la sua piattaforma per il 3D bioprinting, nota come Lab-on-a-Printer.

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Siamo davvero entusiasti, all’idea di collaborare con un leader mondiale nell’assistenza sanitaria quale la Depuy Synthes. Questa partnership rappresenta un’occasione importante per Aspect verso l’innovazione delle pratiche chirurgiche di sostituzione dei tessuti, per migliorare la qualità dell’intervento chirurgico nelle lesioni meniscali“, queste le parole di Mohamed Tamer, presidente e amministratore delegato di Aspect Biosystems.

Aspect Biosystems e DePuy Synthes Products si propongono di sviluppare insieme un prototipo artificiale del menisco utilizzando la piattaforma di bioprinting Lab-on-a-Printer della Aspect Biosystems. Il menisco è una formazione microcartilaginea a forma di cuneo e funziona come un ammortizzatore posto fra l’osso del femore e della tibia. Proprio in base al ruolo che svolge, esso è frequentemente sottoposto a pressione, motivo per cui è una delle parti anatomiche più vulnerabili del ginocchio.

Le lesioni meniscali, estremamente comuni, in particolar modo negli atleti e nelle persone anziane, che possono facilmente essere colpite da lesioni di tipo degenerativo, vengono trattate, nei casi più gravi, con l’intervento chirurgico, asportando parzialmente o anche totalmente la zona danneggiata, con conseguenti complicanze nella ripresa post-operatoria delle normali funzionalità del ginocchio. Questo studio di ricerca mira, grazie alla bioprinting, alla ricostruzione completa della zona danneggiata, il che consentirebbe una ripresa totale delle funzionalità articolari della zona lesionata.

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L’innovazione è il termine chiave della nostra filosofia aziendale“, ha spiegato Paul Stoffels, dirigente della Johnson & Johnson. “Il nostro obiettivo primario è migliorare la qualità di vita dei pazienti; per fare ciò ci avvaliamo di valide collaborazioni, come quella con la società Aspect, e investiamo molto, sia in termini umani che di capitali, nella ricerca, che costituisce la punta di diamante della nostra azienda“.

Nella speranza che questa ricerca offra soluzioni legate al 3D bioprinting efficaci e a basso costo, intanto ne seguiremo gli sviluppi, che siamo certi non tarderanno ad arrivare!

fonte: www.3ders.org 

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