A new kind of education: mercoledì 25 luglio al Giffoni Film Festival.

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Quali sono gli orizzonti di un prossimo futuro tracciati attraverso la rivoluzione del sistema educativo? Ne parliamo mercoledì 25 luglio dalle 12:00 alle 14:00, all’Antica Ramiera di Giffoni Valle Piana insieme ad un parterre di player internazionali dell’innovazione: Mortehn Lehn (GM Kaspersky Lab Italia), Fabrizio Renzi (Direttore Tecnologie e innovazione IBM Italia), Ernesto Caffo (Presidente Telefono Azzurro), Daniele Chieffi (Head of Digital Communication – Agi), Danilo Casertano (Associazione Manes), Malin Dahlgren (Decana scuola privata Lund in Svezia), Alberto Tozzi (Ospedale Pediatrico Bambin Gesù), Stefano Vicari (Ospedale Pediatrico Bambin Gesù), Armando Bisogno (responsabile Wikipedia Campania).

Fortemente voluto dal Giffoni Film Festival, l’incontro intende accendere confronti preziosi sulle tematiche della Next Education per capire da dove parte l’esigenza di un ripensamento dei modelli educativi e cosa ci mostra oggi lo stato dell’arte tra esperienze di successo e nuovi paradigmi.

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Una classe della School Factory

L’obiettivo del tavolo è la costruzione di una rete di attori ed esperienze che possano contribuire a tracciare una rotta d’indagine per la sperimentazione di nuovi modelli educativi. Giffoni Innovation Hub promuove, attraverso le sue attività, l’osmosi tra esperienze riguardanti l’ambito scolastico e più in generale educativo e quelle che riguardano differenti aspetti della società in cui viviamo dalla creazione di contenuti virali, all’animazione del tessuto imprenditoriale. Attivare processi di negoziazione tra aspetti della nostra realtà apparentemente disconnessi mostra legami d’influenza latenti ma che guidano l’evoluzione della nostra società a discapito della nostra percezione. Far emergere questi legami, renderli evidenti ci dà la possibilità di comprenderli e, in qualche modo, indirizzarne il gioco.
Ciò che emergerà dalla tavola rotonda di domani, sarà contenuto di un report elaborato sulla base degli impulsi forniti dai partecipanti e raccolti in una pubblicazione che possa diventare una sorta di handbook su buone pratiche e indicazioni di lavoro plausibile nello sviluppo dei nuovi hub creativi.

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Un corso del Mediterranean FabLab @School

Fra le tante rivoluzioni che stiamo già vivendo e tra tutte quelle che ci aspettano, i cambiamenti legati al mondo dell’educazione saranno quelli che incideranno di più sullo scenario di un futuro prossimo.
E allora vale la pena dire qualcosa in più sulla rotta che stiamo seguendo in questo viaggio verso la rivoluzione dell’educazione: condividiamo perciò con voi il punto di vista di Amleto Picerno Ceraso sulla Next Education.

Buona lettura!

Next Education, Gli orizzonti di un futuro prossimo tracciati attraverso la rivoluzione del sistema educativo che stiamo vivendo.

Graham Brown-Martin founder di Learning Without Frontiers (LWF) progetto sostenuto dall’UNESCO e autore di Learning {Re}imagined, sostiene nel suo ultimo saggio che: “Education and the way we use technology to augment it will, in my opinion, be a defining activity that determines our future success as a species.” Al di là della sua proverbiale visione ortodossa, sulla necessità di riformarne dal profondo il sistema educativo, il lavoro che porta avanti con il Wise (World Innovation Summit for Education) sta piano piano mostrando i suoi risultati avviando, in differenti parti del mondo, programmi con modalità formative che si relazionano ai nuovi scenari sociali in cui viviamo.

Quali modelli, in questo momento storico, si stanno sviluppando per far fronte alla pressante necessità di avere un sistema educativo che sia nuovamente identificato come motore dei nostri possibili futuri? È possibile ripensare a questo sistema slegato da una re-visione della società in cui è calato ed opera? E’ utile immaginare un sistema unico, se pur applicato su macro aree geografiche, nell’ibridazione di popoli, culture e conoscenze che stiamo vivendo?

La riflessione che il tavolo cerca di animare parte da lontano prendendo le mosse dal dibattito (riportato nei lavori del 2018 del GSSI – Gran Sasso Science Institute School of Advanced Studies) che si è sviluppato intorno al cosiddetto GERM (Global Education Reform Movement) il quale mira ad evidenziare come i sistemi d’istruzione, sotto la spinta della stagione politica nota come New Public Managment, sono stati invasi da rigidi sistemi di valutazione (come ad esempio PISA, TIMMS, e PIRI) che, in nome di un giusto principio di accountability, rischiano talvolta di apparire troppo distanti dalla quotidianità̀ della relazione educativa, ingessando i curricula e aprendo lo spazio a derive organizzative basate su indicatori di dubbia verificabilità̀ e su pratiche educative deprimenti. Questo ampio movimento di idee critica l’eccessiva fiducia riposta nei modelli valutativi che rispondono a una logica riduzionista della complessità insita in ogni progetto educativo.

Quello che sta accadendo in tempi più recenti, grazie a fenomeni come l’Open Edu, i MOOCs – corsi aperti online su larga scala – o le sperimentazioni condotte da ricercatori del MIT con l’approccio Wildflower, segna una volontà comune di muoversi oltre i paradigmi scolastici conosciuti finora. E’ dunque interessante cominciare a tracciare le rotte entro le quali si muove la prossima, NEXT EDUCATION.

I numerosi esempi nati in quest’ottica, in cui anche l’Italia è coinvolta con l’esperienza di Reggio Children, sembrano indicare alcuni principi cardine su cui la partita per una nuova educazione si gioca. Il primo è il superamento del concetto di inserimento degli studenti nel modo del lavoro e della società in generale, che presuppone una completa integrazione dei ragazzi, fin dalle scuole primarie, all’interno della società in cui vivono, con oneri ed onori proporzionati alla loro età. Una modalità che sembra rivalutare la figura dei bambini e degli adolescenti acquisendone la responsabilità del loro sviluppo all’interno della società e non relegandola più solo ai sistemi scolastici. L’integrazione degli studenti all’interno di un sistema che riconosce loro, un ruolo, tutelando le loro fragilità, i loro tempi e la loro differenza identitaria trancia alla base l’idea di inserimento che di per se rimanda ad un concetto di corpo avulso da un organismo.

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Il secondo riguarda le modalità con cui la scuola educa e trasferisce informazioni. Su questo, le sperimentazioni didattiche più ardite fanno proprio il concetto di scoperta dei contenuti, a discapito di quello di trasferimento degli stessi. Questa modalità, pre-strutturando il minimo indispensabile il pensiero degli studenti, spinge gli stessi alla ricerca di contenuti e modalità didattiche nuove, personali, autopoietiche, massimizzando i loro risultati su soluzioni con alto valore creativo. Una modalità che predilige relazioni di qualità tra docenti e studenti e che vede coinvolti anche i primi in un processo di crescita costante e in una ridefinizione dinamica delle modalità di accompagnamento alla crescita.

Il terzo punto è il superamento del concetto di interdisciplinarietà. Nelle scuole dove si sperimenta un tipo di educazione nuova, l’intera conoscenza si offre allo studente in maniera aperta e indistinta, ed è solo lui l’artefice delle necessarie categorizzazioni che struttureranno la sua forma di pensiero. Si cerca di attuare cosi una visione nuova della conoscenza che vede, in un futuro sempre più spinto verso un’esaltazione delle performance tecnologiche, nelle sviluppo delle c.d. soft skills (socialità, creatività, intuizione, capacità percettive, empatia, etc.)  il vero obiettivo a cui tendere.

Amleto Picerno Ceraso

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I nostri programmi per la didattica digitale nelle scuole, rispettano appieno i modelli della Next Education.
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