Inside/Outside: Hotel in Rimini

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Il progetto nasce dalla riflessione fatta sul concetto di decontestualizzazione, e spaesamento, a cui inevitabilmente e’ esposta un tipo particolare di utenza turistica. Come nel film “Lost in Traslation” il protagonista è abbandonato in una terra dove i linguaggi si confondono e si mescolano rendendo ancora più labili gli orizzonti di senso, cosi un particolare target turistico ( utenti di età giovane ma con notevoli spostamenti durante l’anno, utenti in viaggio per lavoro, utenti in self organization) è esposto ad un continuo collage di stili ed atmosfere, alle volte cosi estranianti anche in luoghi appartenenti alla propria patria. In quasi tutta’Europa il turista e’ ospitato in strutture di media classe che cercano di farlo sentire a casa, o di donargli un “fake style” del luogo che sta visitando.

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Il nostro intento nasce da questa analisi, ma in contro tendenza non vuole donare al turista un atmosfera ed un luogo “il piu vero e coerente possibile” ma anzi vuole, estremizzare la sensazione di spaesamento, di molteplicità di luoghi e spazi, portando il futuro fruitore dell’hotel ad una perdita di riferimenti culturali e formali necessari per potersi orientare. Il progetto vuole donare al turista la possibilità di entrare in uno spazio che è la somma di più spazi, in un luogo che rimanda ad un immaginario collettivo di città, luoghi ed atmosfere di respiro europeo.
Partendo da queste riflessioni ci è sembrato naturale prendere come riferimento formale la piazze ed i viali delle principali capitali europee. Dai boulevard di Parigi, agli spazi aperti delle piazze viennesi, a quelli caratteristici della cultura borbonica, agli spazi delle piazze monumentali di impronta imperiale (tutti rimescolati   nell’immaginario collettivo di un turista di classe media) ci siamo fatti guidare nella scelta spaziale e percettiva che conforma il nostro progetto.

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Descrizione dell’intervento

In coerenza con quanto su detto, la proposta progettuale cerca di coniugare le necessità funzionali esplicitate nel bando attraverso un processo progettuale che prende spunto dagli spazi pubblici delle città europee. Gli elementi formali e le logiche che caratterizzano gli spazi urbani su i quali si è concentrata la nostra attenzione sono stati due: le piazze ( organizzazione spaziale, movimenti del suolo, materialità degli elementi); le quinte di queste ultime e delle strade che confluiscono in esse ( conformazione formale, eterogeneità stilistica). Lo studio di questi due elementi ha orientato la distribuzione degli spazi e le scelte strategiche effettuate.

La piazza/piastra

La piazza diventata lo spazio che ospita ed organizza la convivialità dell’ hotel. Tutte le funzioni per la ricettività, la lobby, la reception, la lounge, il bar, la sala meeting, la sala colazione, sono conformate da una piastra che si sviluppa al piano terra e che attraverso tagli e deformazioni disegna gli spazi necessari per l’espletamento di queste funzioni. La piastra diventa così la piazza: dilata gli spazi, offre visuali, apre alla vita sociale, ospita eventi. Anche nelle differenze di quota, questo elemento ripropone un’articolazione propria degli spazi aperti, con superfici inclinate, che fungono da sedute, piegate, che si offrono alla proiezione di documenti audiovisivi, o che diventano accesso a quote differenti. Il posizionamento dell’elemento piastra occupa più della meta del piano terra lascando libere le vetrate e dando ampio respiro alla zona pubblica del’hotel. Questa superficie cosi articolata e ritagliata si srotola fin davanti alle camere conformando l’ingresso alla zona riservata ai clienti dell’hotel e guidando intuitivamente questi ultimi.
La sala colazione e gli spazi per la preparazione dei cibi si collocano al primo piano e sono connessi materialmente e formalmente da lingue di piastra che scivolando lungo le pareti ed il soffitto si inseriscono in una zona a doppia altezza ricavata nella parte a sinistra dell’ingresso. La soluzione della altezza doppia permette sia di avere un impluvio di luce nell’angolo alle spalle della zona bar, sia di dare continuità ed unione alla fruizione degli spazi pubblici della struttura. Anche le funzioni principali della zona destinata all’ospitalità, reception, bar e sala d’attesa sono disegnate da strisce di piastra che piegandosi su se stesse conformano gli elementi d’arredo principali per questi spazi: banco reception, bancone bar, e sedute per la lettura.

aipiallNonostante l’imponenza dello sviluppo di questo elemento, la piastra non occlude la visuale alla percezione della struttura originaria della colonia. La scansione dello spazio effettuata dalle travi in cemento che reggono il solaio del primo piano viene recuperata offrendone una visuale prospettica che da profondità a tutto l’impianto. Così accade anche per le finestre di cui e’ stato volutamente lasciato inalterato il disegno degli infissi affinchè le ombre proiettate dagli stessi, possano contribuire a disegnare lo spazio e la luce proveniente dalla spiaggia possa arrecare una nounce più calda all’ambiente.

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Le quinte/camere

La variegata morfologia e la compattezza materica delle quinte dei palazzi che si attestano sulle piazze o lungo i boulevard delle città d’Europa hanno indirizzato la ricerca effettuata per disegnare le camere. Come ricavati da un unico blocco di materia e scolpiti all’ interno di esso, gli spazi per l’alloggio si attestano sia al pian terreno che al primo piano, realizzando 4 camere triple, 7 doppie ed 1 singola, per un totale di 27 posti letto. Ogni camera risulta diversa dalle altre ma insieme cercano di ricreare il movimento plastico e materico percepito lungo le strade di queste città. Le camere diventano cosi le quinte, che ritmano e disegnano lo spazio percorso lungo i boulevard della piastra. Pur conformandosi come elemento unico, materico, lavico, riescono a fissare la loro differente identità nella plasticità dei tagli e delle forme. L’altezza di queste ultime è inferiore a quella totale degli spazi che le ospitano. Questo accorgimento permette alla luce di entrare dalle finestre, scavalcare le camere e dare luce al ritmato di travi della struttura coloniale.
Volutamente diverso è l’interno delle stanze, che per scelta si collega al concetto di spaesamento e disorientamento presenti nella piastra. Qui, questo pensiero è stato portato all’estremo, conferendo a queste ultime un carattere asettico, tecnologico da navicella spaziale. Le camere sono pensate come involucri bianchi, arredati da oggetti che riprendono le forme e le linee, pulite e semplici, delle ombre proiettate dagli infissi delle finestre. Gli elementi che arredano la camera sono cubi, parallelepipedi svuotati, aste lineari che insieme forniscono quell’apparato necessario all’espletamento delle funzioni negli alloggi. Nella stessa ottica ci si è orientati per la scelta della illuminazione, affidata ad una serie di elementi incassati, al neon, che frammentano lo spazio e le pareti in un infinito rimando di linee punti e spezzate.
Le stesse hanno la possibilità di cambiare calore cromatico, passando dal bianco puro a toni tenui del rosso, del blu e del verde. I clienti dell’hotel potranno così cambiare a loro piacimento il mood della camera scegliendo quale colore e quale atmosfera è più adatta al loro umore.

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Tecnologie materiali e finiture

I materiali usati per le camere e la piastra sono tutti a basso impatto ecologico ma di grande pregio nelle finiture. In particolare per la piastra è stata scelta una pietra naturale acrilica, che elimina del tutto la visibilità di giunti e accostamenti. Le caratteristiche tecniche del materiale ci permettono di averlo in pezzi pre-stampati che una volta montati ricreano la forma geometrica voluta. Lo stesso materiale ha possibilità di essere colato in forme.
Per il rivestimento esterno delle camere è stato scelto un materiale in legno riciclato composito, e successivamente laccato con vernici ecologiche. Le tecnologie usate per la definizione geometrica delle camere e del pattern applicato alle estremità della piastra, ci offrono la possibilità di avere un controllo numerico della stessa geometria e quindi, attraverso l’uso di l’interfacce cad/cam giungere direttamente alla prototipazione dei pezzi necessari.

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