Robot morbidi con grandi capacità percettive grazie alla stampa 3D

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Un team di ricercatori dell’università di Harvard ha sviluppato una piattaforma per la creazione di robot morbidi stampati in 3D con sensori incorporati in grado di rilevare movimento, pressione, tocco e temperatura. Si tratta di un “progresso fondamentale” nella robotica morbida.

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In passato i ricercatori di Harvard erano riusciti a costruire robot morbidi in grado di poter nuotare, tenere un oggetto e addirittura aiutare a sostenere il battito del cuore umano. Nessuno di questi robot, però, era in grado di percepire e rispondere adeguatamente agli stimoli esterni.

Oggi, invece, grazie ad una nuova piattaforma di stampa 3D sviluppata ad Harvard i robot hanno migliorato sensibilmente le loro capacità percettive. Il segreto del processo è la stampa 3D dei sensori stessi, che sono costituiti da un inchiostro conduttivo a base di liquidi ionici organici. Questo inchiostro può essere stampato in 3D all’interno delle matrici elastomeriche morbide del robot e rende i sensori morbidi laddove prima sarebbero stati rigidi.

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Fino a questo momento, a quanto dice Michael Wehner, ex collega postdottorato alla SEAS ,  la maggior parte dei sistemi di sensori / attuatori integrati utilizzati nella robotica morbida sono stati abbastanza rudimentali. Attraverso la stampa diretta dei sensori di liquido ionico all’interno di questi sistemi morbidi , invece, si aprono nuove strade alla progettazione e alla fabbricazione dei dispositivi che consentiranno un vero controllo a circuito chiuso dei robot software.

Le parole di Ryan Truby, primo autore di un documento di ricerca sullo studio e recente dottorato, laureato in SEAS, sono significative: “La nostra ricerca rappresenta un avanzamento fondamentale nella robotica morbida, la nostra piattaforma di produzione consente di integrare facilmente motivi di rilevamento complessi in sistemi robotici morbidi”.

 Credits: www.3ders.org

 

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