Didattica a distanza al tempo del Coronavirus: la parola ai genitori

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Negli ultimi giorni abbiamo voluto raccontare la Didattica a Distanza secondo il punto di vista di due Dirigenti e di due docenti, del Nord e Sud Italia.
Ma qual è l’esperienza dei genitori? Diamo spazio allora anche a loro, mamme e papà (ma soprattutto mamme) alle prese con la didattica a distanza, di uno o più figli.
Una modalità di fare scuola che ha spinto i genitori a improvvisarsi insegnanti dei loro figli, mentre cercano di portare avanti anche le faccende giornaliere (lavoro, casa, scadenze): ciò da un lato ha rinsaldato il patto di corresponsabilità con la scuola, ma dall’altro crea disorientamento e fatica nel seguire le scelte degli insegnanti.

Abbiamo intervistato tre mamme di alunne che frequentano rispettivamente elementari, medie e superiori per capire in che modo stanno vivendo questa didattica inedita insieme ai loro figli. Una delle intervistate, A., ci ha fornito la sua come lavoratrice e mamma di un figlio che frequenta l’ultimo anno delle elementari e di una figlia adolescente, studentessa dell’ultimo anno del Liceo Scientifico. L., invece, è alle prese con la figlia in prima elementare ma, al tempo stesso, con i suoi impegni lavorativi in modalità smart-working. Infine c’è R., mamma di un’alunna frequentante la seconda media. Ognuna di loro ha espresso le proprie considerazioni, in positivo e in negativo, sulla didattica on-line e sull’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie da utilizzare.

Un grazie a tutte loro che ci hanno dedicato parte del loro tempo!

Gli studenti di tutta Italia, da più di due settimane ormai, sono alle prese con la didattica a distanza. Da genitore, quali sono le sue prime considerazioni?

A: Io ho due figli, uno frequentante l’ultimo anno delle elementari e l’altra, invece, l’ultimo anno del Liceo; quindi, entrambi sono al termine di un percorso. Concentrandoci sull’esperienza di mia figlia, puoi immaginare la situazione perché c’è un esame da sostenere, prove (simulazioni d’esame, ndr) rimaste sospese, interrogazioni non ancora effettuate. I docenti continuano i loro programmi però manca un elemento centrale e fondamentale, purtroppo: il contatto diretto. Un aspetto da non sottovalutare per chi dovrà sostenere l’Esame di Stato. Nel complesso, devo dire che i docenti e gli studenti stanno facendo un ottimo lavoro.

L: Mia figlia frequenta la prima elementare, fa parte della generazione dei cosiddetti “Nativi Digitali” per cui sa utilizzare molto bene uno smartphone per effettuare una chiamata o vedere un video. La didattica a distanza è stata introdotta da un giorno all’altro cogliendo tutti un po’ impreparati ma, grazie anche e soprattutto a un lavoro certosino delle maestre, i piccoli non hanno subìto uno shock. Non è facile combinare più impegni e non è facile seguirli pedissequamente rispetto a quanto si potrebbe fare con un figlio più grande, però è necessario per la loro istruzione, perché proprio in questa fascia d’età i bambini recepiscono la maggior parte delle nozioni che serviranno loro per tutto il resto della vita. Ad ora, quindi, sono soddisfatta del lavoro che le maestre stanno facendo.

R. Le prime considerazioni sono positive, perché fortunatamente tutte le mattine ci sono una o due videolezioni, che permettono di mantenere un contatto visivo con i professori e i compagni. Questa classe virtuale sta funzionando.

Quali modalità di didattica a distanza sono state attivate (videolezioni registrate, diretta, etc) e quali programmi/software state utilizzando?

A. Mia figlia è abituata a studiare grazie all’ausilio della tecnologia. La modalità prediletta dagli insegnanti è quella delle video-lezioni in diretta. Nel dettaglio, il primo accesso è alle 9:00 circa e l’orario delle singole lezioni è stato ridotto a 40 minuti. L’insegnante della prima ora, quindi, manda l’invito ad accedere alla piattaforma Zoom e tutti gli studenti accettano, attivando audio e video. Il docente spiega e corregge, mantenendo un contatto visivo con gli alunni. Ogni docente, durante la mattina, effettua la propria lezioni. Per alcune materie più teoriche, come Italiano, non sussistono grossi problemi mentre con altre, come Matematica e Fisica, che sono più laboratoriali, ci sono alcune difficoltà.

L. Le maestre registrano brevi video-lezioni su tutte le materie (Italiano, Inglese, Matematica e Storia, in particolare). Al termine della video-lezione, vengono assegnati i compiti, non trascurando ciò che è stato insegnato qualche tempo fa. Si fa in modo che i piccoli alunni non dimentichino quanto appreso in precedenza. Vengono anche assegnate delle verifiche, che poi devono essere caricate dai genitori sul portale “Argo“. Per quanto riguarda le esercitazioni di lettura, ogni mamma fa un piccolo video al proprio figlio, riprendendolo di spalle, mentre è intento a leggere e lo invia successivamente alla maestra. A breve verranno attivate anche video-lezioni in diretta su Zoom.

R. La modalità principale è la video-lezione in diretta. Devo dirti che non tutti i docenti la stanno adottando. L’appuntamento è settimanale, cercando di rispettare l’orario scolastico pre-emergenza. La videolezione può durare anche 1 ora/ 1 ora e mezza. Il professore spiega e mia figlia, con libro alla mano, prende appunti. Il software utilizzato è Zoom. Il pomeriggio, invece, è dedicato ai compiti. Anzi, a tal riguardo, mia figlia e alcune compagne di classe hanno creato un gruppo online per studiare insieme contemporaneamente.

Quali sono, secondo lei, limiti e benefici derivanti da questa situazione?

A. Uno dei limiti riguarda la parte della correzione dei compiti. Per un’esercitazione di lettura, non sussistono problemi ma, ad esempio, un compito di matematica deve essere necessariamente corretto in videolezione. Preferirei, inoltre, vedere mia figlia con un libro in mano piuttosto che con un tablet o davanti a un pc. Mia figlia lavora tranquillamente con questi strumenti però è complicato, per alcune materie, utilizzare queste nuove tecnologie. L’aspetto positivo è che i ragazzi non hanno perso la quotidianità e questo li aiuta molto, non avendo la percezione di “essere isolati dal mondo”. Sono sì da soli ma, al tempo stesso, continuano ad avere rapporti, anche visivi, con i compagni e le insegnanti.

L. Un limite è sicuramente la mancanza di socialità. I bambini e i ragazzi non hanno più la possibilità di stare con i propri compagni e le insegnanti. Questo è un aspetto che anche mia figlia ha rimarcato più volte, chiedendomi quando tornerà a scuola dai suoi amichetti. Ulteriore aspetto negativo è la durata delle lezioni. Le maestre, fortunatamente, vanno avanti con il programma, a pezzi piccoli piccoli; ma, un conto è dedicare 50 minuti ad una lezione, e un conto è doverne dedicare a stento 10. Il beneficio principale, invece, è che gli alunni hanno la possibilità di continuare a studiare e a imparare.

R. Il limite principale è la mancanza di confronto diretto, un limite insuperabile anche se momentaneo. Il beneficio è la continuità, anche se virtuale.

Come riesce a improvvisarsi “insegnante” di suo figlio? Come si organizza per seguirla al meglio senza trascurare altri impegni ( casa, lavoro, etc.)?

A. Fortunatamente, in casa abbiamo tre diverse postazioni per “lavorare” ognuno in autonomia. Inoltre, come ti spiegavo, io sono sia mamma che insegnante ma cerco di scindere i due ruoli e cerco anche di far in modo che i miei figli non abbiamo le stesse “pecche” che posso riscontrare nei miei alunni. Inoltre, come dico spesso, l’istruzione è un diritto e bisogna studiare per se stessi.

L. Frequentando mia figlia la prima elementare, è necessario seguirla passo passo, perché per lei ogni nozione è nuova e deve essere assimilata in modo ottimale. Io lavoro tutto il giorno in smart-working ma dedico almeno un’ora e mezza/ due ore alla sua istruzione, dopo pranzo. Guardiamo insieme le video lezioni, la aiuto a fare i compiti più difficili e le lascio maggiore autonomia per quelli più semplici. Le faccio ripetere nozioni passate, per far in modo che non le dimentichi, e le verifiche assegnate dalle maestre gliele faccio svolgere senza il mio aiuto. Saranno le maestre a correggere, perché sbagliando si impara. In generale, la situazione e la mia concentrazione non sono sempre al massimo ma faccio il possibile.

R. Io non aiuto mia figlia, perché usufruisce del gruppo di studio virtuale, quindi è molto autonoma. Ci sono momenti in cui, per sua scelta, le do un mio supporto in approfondimenti su alcune materie, come è avvenuto per la lezione di Arte. Riesco a gestire meglio gli altri miei impegni personali.

Qual è il punto di vista di suo figlio/a?

A. Mia figlia vive questa situazione con ansia, a dir la verità. Aleggia una forte incertezza sulle modalità dell’Esame di Stato e anche i professori non sanno come gestire il tutto. Questa sua crisi si sta proiettando anche sul suo futuro universitario.

L. Mia figlia non ha, fortunatamente, la vera percezione di quello che sta accadendo. È una bambina molto intelligente e sin dal primo giorno le ho spiegato, in parole semplici, per quale motivo non si può andare a scuola e perché non si può uscire di casa. La tranquillizzo dicendo che presto vedrà di nuovo i suoi amichetti e le maestre. Sino ad oggi, è serena. Le fa piacere vedere le maestre, anche se da uno schermo, ed è bello vedere, ad esempio, che ripete le paroline o conta insieme a loro.

R. Il suo stato d’animo è positivo e sereno. Si è adattata bene e subito a questa situazione. Le manca la scuola, le mancano gli amici però la tecnologia va in suo aiuto, permettendole di  avere un contatto anche in questo periodo di isolamento.

Cosa si augura nel futuro prossimo?

A. Spero che ci sarà una gestione diversa degli strumenti e dei tempi, nonchè una maggiore consapevolezza di quello che c’è da fare con gli alunni.

L. Spero che si possa ritornare al più presto alla normalità e che gli alunni possano riabbracciare i propri compagni e gli insegnanti.

R. Il rientro a scuola il prima possibile! Preferisco le lezioni tradizionali però non mi dispiacerebbe che questa DAD possa essere utilizzata in futuro come affiancamento alle lezioni tradizionali, magari come momento di approfondimento  una tantum da effettuare il pomeriggio. Potrebbe essere un arricchimento, vissuto con una leggerezza diversa.

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