Didattica online e Covid-19: ecco la risposta delle scuole cavesi

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L’emergenza Covid-19 ha colpito in modo impetuoso il mondo della scuola, dapprima attraverso varie sospensioni susseguitesi nel tempo e poi raggiungendo il suo culmine con la chiusura degli Istituti di ogni ordine e grado fino al 3 aprile, anche se si fa sempre più probabile la proroga di tale sospensione oltre tale data. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha travolto Dirigenti, docenti, studenti e genitori, i quali si sono trovati catapultati in un modo nuovo di fare didattica, troppo spesso trascurato a favore di un insegnamento tradizionale e di fronte al quale ci si può sentire impreparati e senza mezzi adeguati.

Ma come hanno reagito gli Istituti della città di Cava de’ Tirreni? Quali sono le difficoltà riscontrate dalle scuole primarie e da quelle secondarie di I e II grado?

Lo abbiamo chiesto alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale “S. Nicola”, dott.ssa Raffaelina Trapanese, e alla Dirigente del Liceo Scientifico “A. Genoino”, dott.ssa Stefania Lombardi, in un’intervista doppia, in cui le Dirigenti hanno espresso a cuore aperto le proprie considerazioni su tale emergenza sanitaria, valutando pedissequamente benefici e limiti della DAD (Didattica a Distanza, ndr) e confessandoci alcune difficoltà riscontrate da docenti, alunni e genitori.

Un grazie va ad entrambe le Dirigenti, che hanno subito risposto con entusiasmo alla nostra richiesta, concedendoci un po’ del loro tempo, in questo momento di duro lavoro.

Dirigente Raffaelina Trapanese

Dirigente Stefania Lombardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gentilissima Dirigente, quale sono state le prime misure da Lei adottate, per favorire il proseguo della didattica?

Trapanese: ­­­­­­­­­Le attività didattiche a distanza sono state avviate avvalendosi del registro elettronico della scuola “Argo” e utilizzando le funzioni presenti in modalità cloud ovvero “DidUp” e “ScuolaNext”, a cui si è aggiunto successivamente quanto offerto sia dalla piattaforma BSmart (che verrà attivata in tempi brevi sul portale Argo) sia dal software “Zoom Cloud Meetings”. DidUp può essere utilizzato dal docente per pianificare delle attività didattiche, assegnando agli allievi compiti da svolgere o dando indicazioni su video lezioni da seguire o altro. Attraverso ScuolaNext è, invece, possibile per i docenti condividere materiali didattici di varia natura con altri colleghi, con intere classi o anche con singoli alunni. Questa procedura consente anche un feedback da parte dell’alunno che può, a sua volta, caricare i materiali realizzati, cioè compiti svolti e verifiche. Il docente può controllare il feedback fornito dagli allievi, verificare il lavoro svolto ed assegnare una valutazione finale. Il software “Zoom Cloud Meetings”, scaricabile in rete ed utilizzabile singolarmente, permette gratuitamente videoconferenze fino a 100 partecipanti per una durata massima di 40 minuti. I docenti pianificheranno le videolezioni di “Zoom” secondo il proprio orario di servizio e, per invitare gli studenti alla sessione, pubblicheranno il link di collegamento sulla bacheca del registro elettronico. Zoom può essere utilizzato non solo per le video chiamate ma anche per la realizzazione di videolezioni che, essendo sempre a disposizione una volta caricate su registro elettronico, potranno essere visionate dagli alunni in qualsiasi momento, garantendo in questo modo a tutti la possibilità di avere accesso alle lezioni stesse. Garantisce, quindi, modalità di comunicazione sincrone e asincrone. Zoom è disponibile in versione software o app e solo il docente deve registrarsi per creare l’aula digitale (che poi si disattiverà e eliminerà tutte le comunicazioni automaticamente, difendendo così tutti i dati sensibili dei partecipanti). Pertanto, per partecipare ad una videolezione non occorre registrare gli alunni, ma sarà sufficiente per gli stessi cliccare sull’invito ricevuto e attendere che Zoom si apra all’interno di una finestra del browser.

Lombardi: ­­­­­­­­Le misure adottate sono coerenti con l’atto di indirizzo rivolto ai docenti, nel quale ho delineato un’organizzazione intesa come comunità, nella quale il Dirigente scolastico è un animatore culturale e le scelte, didattiche e non, sono condivise con tutti gli organi collegiali. Sono convinta che la motivazione all’insegnamento e all’apprendimento scaturiscono in primis dal clima relazionale e dal benessere psico – fisico di tutto il personale e degli alunni. Credo di poter tranquillamente affermare che la prima preoccupazione di noi tutti Dirigenti è stata quella di sollecitare il governo ad attivare il provvedimento di sospensione delle attività didattiche.  Ringrazio per questo l’ANP e l’associazione “Solo Dirigenti”, che rappresentano le nostre istanze. Nelle more del suddetto provvedimento non ho nascosto la mia preoccupazione ai docenti e al personale ATA e li ho spronati ad attivare tutte le misure igieniche indicate dall’ISS e contemporaneamente a mantenere la tranquillità da trasmettere agli alunni. Ricordo il primo giorno di rientro a scuola dopo una sospensione delle attività per sanificazione: ci siamo seduti con i docenti in sala professori e da loro sono venute le proposte di attivare la didattica a distanza. Le idee si sono moltiplicate, qualcuno ha proposto di effettuare l’orario di servizio on – line, qualcuno ha iniziato ad esaminare le piattaforme possibili da attivare. Quindi ci siamo recati ognuno alla propria postazione, col cuore in gola e il viso, però, improntato alla serenità. Pertanto, nel momento in cui il governo ha sospeso le attività didattiche senza tuttavia chiudere gli uffici, il problema immediato è stato come poter prendere decisioni condivise e pertanto legittimate, pur nell’impossibilità di riunirci. A quel punto ho potenziato i gruppi whatsapp della scuola, che pur non costituendo un canale ufficiale, risultano propedeutici alle decisioni ufficiali e regolamentate in quanto strumento di scambio di opinioni tra l’altro contemperato nel piano di comunicazione dell’Istituto. A quel punto, e solo su proposta dei docenti, sono partite le circolari ufficiali pubblicate anche sul sito della scuola.

 

 

Come ha risposto il corpo docente alle nuove forme di didattica a distanza? In particolare, mediamente, qual è il livello di preparazione iniziale dei docenti nell’ambito dell’e-learning?

Trapanese: Hanno subito attivato tutti i canali di comunicazione e condivisione a distanza tenendo conto delle risorse digitali della propria utenza. Il livello iniziale di preparazione dei docenti è risultato discreto in quanto, gli stessi, hanno competenze nell’ambito dell’e-learning maturate grazie a corsi di formazione attivati dall’Istituto o seguiti per iniziativa personale.

Lombardi: I docenti sono in maggioranza preparati all’utilizzo dell’e-learning particolarmente per quanto riguarda le tecnologie multimediali. Il Team Digitale utilizza da tempo piattaforme on – line per l’apprendimento, anzi ha creato all’interno del nostro Istituto una piattaforma per la condivisione dei materiali riservati. I professori da tempo partecipano a concorsi del territorio, regionali e nazionali, per i quali sono richieste competenze nell’utilizzo delle ICT. Certo, tecnicamente alcuni docenti possiedono già esperienze pratiche, altri si sono cimentati particolarmente in queste ore e un piccolissimo gruppo è maggiormente restio. La forza dei docenti del Liceo, come delle diverse scuole italiane che hanno attivato come noi a pieno regime la DAD scaturisce da: professionalità, senso del dovere e passione per l’insegnamento. Aspetti che permettono di superare i disagi derivanti dalla sperimentazione di un nuovo strumento, pur di continuare le attività didattiche. Fondamentale risulta il possesso di competenze pedagogiche e didattiche che i docenti del Liceo hanno notevolmente potenziato negli ultimi anni. Quando parlo di competenze pedagogiche intendo la conoscenza dei processi di apprendimento e la condivisione di un paradigma che vede il docente non più come trasmettitore di un sapere prefabbricato ma facilitatore di un processo di apprendimento che permette all’alunno di ri- costruire il sapere in maniera unica e creativa attraverso la propria personalità.

 

Avete avuto necessità di attivare corsi di aggiornamento per i docenti, per un primo e pronto utilizzo delle nuove piattaforme di didattica online?

Trapanese: Non è stato necessario attivare corsi di formazione vista la pregressa preparazione dei docenti in merito. Inoltre, la produzione di tutorial, da parte del team digitale, ha affiancato a distanza le docenti che necessitavano di consulenza.

Lombardi: Più che avere specifiche conoscenze tecniche, pur necessarie, è necessario padroneggiare i principi fondanti della metodologia e- learning, l’utilizzo dei diversi linguaggi, la fruibilità ed accessibilità dei prodotti, un approccio finalizzato a rendere l’alunno protagonista del proprio processo di apprendimento, attraverso un feed-back immediato, anche attraverso appositi software, che permetta all’alunno stesso di compiere un processo di autovalutazione. La pratica di affiancare la valutazione all’autovalutazione è stata sperimentata dai docenti in un corso di aggiornamento sulla didattica per competenze, nel corso del quale i professori hanno affinato le capacità di individuare descrittori oggettivi per la valutazione delle competenze acquisite, attraverso la presentazione agli alunni di compiti autentici, ossia la risoluzione di problemi simili a quelli che la realtà pone. Sembra strano l’accostamento della Dad, apparentemente finalizzata allo sviluppo di abilità e conoscenze attraverso la proposizione di contenuti in modalità streaming, al monitoraggio di abilità conseguite attraverso la somministrazione di test e questionari. In realtà, oggi molti delle competenze richieste dalle professionalità emergenti nel mondo del lavoro sono strettamente collegate all’utilizzo delle tecnologie digitali.

Prima d’ora, erano state mai state messe in campo misure di didattica alternative a quella tradizionale, come la didattica a distanza? Se si in quali occasioni?

Trapanese: No, è capitato solo in qualche classe dell’istituto, in via sperimentale.

Lombardi: La DAD era stata utilizzata per alunni temporaneamente malati per permettere loro di continuare a seguire le lezioni da casa per un periodo limitato di tempo.

 

Sul web esistono diverse piattaforme open source a servizio di docenti e studenti. Quali criteri ha utilizzato nella scelta dello strumento giusto per i suoi discenti?

Trapanese: Sono state utilizzate soluzioni gratuite e di facile utilizzo per docenti e discenti nell’attesa, da parte del gestore del nostro registro, dell’attivazione della piattaforma per la didattica a distanza.

Lombardi: Le scelte sono state effettuate dai docenti, che hanno rilevato le potenzialità di Zoom (già ampiamente delineate, ndr). Personalmente mi sono preoccupata di coordinare e monitorare le scelte effettuate, verificando in merito alla selezione delle piattaforme la sussistenza di specifici requisiti tecnici ( quali, possesso della qualificazione Agid, osservanza della normativa in materia di dati personali, sicurezza, affidabilità, scalabilità, divieto di utilizzo per fini commerciali di dati, documenti e materiali). Ho ritenuto necessario, pertanto, aggiornare l’informativa per il trattamento dati e integrare il DVR (Documento di valutazione dei rischi) con particolare riguardo:

  • ai rischi per la vista e per gli occhi;
  • ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale;
  • alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale, richiamando le prevenzioni indicate nel D.M. 2/10/2000 “Linee guida d’uso dei videoterminali” e nell’allegato XXXIV “Videoterminali” del D.Lgs.81/2008 .
Si sono presentate difficoltà? Se sì, quali?

Trapanese: No

Lombardi: La difficoltà di verificare la presenza e l’attenzione degli alunni, di creare quel rapporto educativo e formativo che può avvenire soltanto attraverso la gestione delle dinamiche di comunicazione, di quei processi emotivi e comportamentali che si possono conoscere e migliorare soltanto in un gruppo di persone in presenza. Non ultimo, le difficoltà di connessione.

In che modo i docenti utilizzano la piattaforma da Lei scelta (videolezioni, caricamento di file, questionari, etc)?

Trapanese: I docenti utilizzano le piattaforme per condividere video-lezioni realizzate dagli insegnanti, materiali didattico (sia tra docenti che con gli alunni), assegni di attività di consolidamento, verifiche e questionari.

Lombardi: Le indicazioni didattiche si sono limitate alle procedure da utilizzare, particolarmente relativamente ai tempi, alla registrazione sul registro di frequenze e assenze, agli step da seguire. Onde evitare sovrapposizioni abbiamo previsto il collegamento online rispettando l’orario scolastico in vigore ma riducendo le lezioni alla durata di max 45 minuti, prevedendo una pausa di 5 minuti tra una lezione e l’altra e un’ulteriore pausa di 15 minuti ogni due ore. Per le lezioni in modalità da remoto si utilizzeranno le stesse modalità ma il video-audio iniziale sarà registrato.

 

In che modo i docenti possono controllare l’effettiva partecipazione e il reale studio dei propri discenti e in che modo verrà valutato il loro rendimento?

Trapanese: La restituzione delle attività svolte dagli alunni attraverso il registro elettronico e altri canali di condivisione permettono la correzione delle attività e il monitoraggio della partecipazione. Le video chiamate, attraverso canali sicuri, permettono anche un contatto visivo con gli alunni e mantengono viva la relazione.

Lombardi: Le lezioni in modalità sincrona consentono senza dubbio un maggiore controllo sulla partecipazione degli alunni ma bisognerebbe continuamente testare la presenza con domande e interrogazioni alla lavagna virtuale, ma l’attendibilità non può mai essere garantita al 100%. Quella della valutazione degli alunni resta un problema irrisolto con la DAD, date anche le difficoltà legate alla rete, e i problemi legati  alle piattaforme. Al momento i test e le verifiche somministrate vengono utilizzate come verifica formativa più che sommativa, intendendo per verifiche sommative quelle strettamente disciplinari (test, questionari, etc) che poi, unite alla considerazione sul livello di partenza dell’ alunno e sulle sue potenzialità, danno luogo alla valutazione.

Per quanto riguarda gli alunni con BES e/o DSA, è possibile combinare una didattica inclusiva con una didattica a distanza? In che modo?

Trapanese: Le video lezioni e la condivisione di materiale interattivo garantiscono l’inclusione anche degli alunni con BES e con DSA. Considerata la necessità di attivare la didattica a distanza per gli alunni con BES o DSA i docenti, anche di sostegno, potranno utilizzare:

  • il portale Argo (ScuolaNext) per come sopra indicato,
  • il software “Zoom Cloud Meetings”,
  • la posta elettronica personale,
  • altre modalità concordate con la famiglia, sempre nel rispetto delle disposizioni relative    all’emergenza in atto.

Ovviamente è opportuno che tutte le scelte didattiche e comunicative riguardo alle attività da organizzare per questi allievi vengano adeguatamente concordate e condivise con ciascun genitore in quanto gli stessi dovranno necessariamente supportare i propri figli nei diversi percorsi.

Lombardi: Attraverso l’utilizzo di mappe concettuali, presentazioni in PPT, sintesi, colori per evidenziare e distinguere, riduzione del carico delle verifiche scritte in lingua a favore di esposizioni verbali.

 

 

Cosa succede agli alunni che non hanno connessione internet o non possiedono le tecnologie necessarie?

Trapanese: I docenti ricorrono ad altre forme di comunicazione e scambio di materiali anche utilizzando canali molto semplici come Whatsapp.

Lombardi: Alcuni alunni non hanno Internet a casa; inoltre, per supportare l’utilizzo di queste piattaforme quando si utilizza il cellulare c’è bisogno di dispositivi ultramoderni e costosi, per cui i docenti cercano di supportare con lo scambio di materiali sui social  come Whatsapp, più facilmente accessibile ma il pericolo è proprio l’aumento del divario tra ricchi e poveri, tra il centro e la periferia.

 

Come valuta ad oggi il rendimento degli studenti? Sono attenti? E i docenti? Tutti soddisfatti?

Trapanese: È troppo presto per qualsiasi forma di valutazione ma sicuramente posso affermare che la maggior parte degli alunni sta rispondendo con impegno ed entusiasmo. È ovvio che, data la fascia d’età dei nostri discenti (elementari e medie, ndr), il supporto dei genitori è fondamentale. Pertanto, si rende indispensabile la consueta collaborazione dei genitori tenuto conto del lungo periodo di sospensione delle attività didattiche. Penso siano soddisfatti delle modalità adottate anche se in futuro sarà necessaria una formazione mirata per far sì che si giunga ad un utilizzo consapevole delle tecnologie a supporto della didattica.

Lombardi: I docenti intravvedono tutti i limiti esposti e considerano giustamente la DAD uno strumento utile nelle situazioni di emergenza mentre il rendimento degli alunni potrò essere effettivamente quantificato soltanto una volta rientrati a scuola.

 

Quali sono stati i primi riscontri dei genitori, che devono affiancare i propri figli (specialmente quelli frequentanti le elementari) nell’utilizzo di queste nuove piattaforme?

Trapanese: I genitori hanno risposto in modo repentino, hanno dimostrato sostegno all’istituzione e si sono attivati per aiutare i figli più piccoli.

Lombardi: In generale i genitori sono soddisfatti.

 

Nel caso in cui vi siete trovati nella necessità di gestire i genitori non preparati all’utilizzo di questi nuovi strumenti, in che modo avete creato le condizioni per una didattica alla portata di tutti?

Trapanese: Ci sono genitori incapaci di utilizzare gli strumenti digitali o sprovvisti e chiedono agli insegnanti di utilizzare applicazioni su smartphone per loro più accessibili.

Lombardi: Per le scuole secondarie di II grado il problema non si pone, in quanto gli alunni sono disinvolti nell’utilizzo delle tecnologie.

 

Quali sono, secondo Lei, i benefici e i limiti derivanti dalla didattica a distanza?

Trapanese: Beneficio principale è la continuità nella relazione scuola/famiglia, la presenza dell’istituzione e degli insegnanti, la possibilità di continuare ad istruire. I limiti sono dati dalla gestione tecnica di strumenti che facilmente si bloccano.

Lombardi: La Dad non consente quel rapporto diretto, vis à vis con i ragazzi, che si alimenta di tante sollecitazioni della comunicazione non verbale, di fatto non riproducibili in un contesto ‘virtuale’; non si può essere certi che gli alunni stiano seguendo attivamente la lezione; le eventuali verifiche non sono attendibili al 100%, visto che a casa gli alunni possono cercare e ottenere aiuto; gli inevitabili problemi di connessione di alcuni, specie nelle zone periferiche della città non raggiunte dalla tecnologia più avanzata (fibra); la stanchezza che sopraggiunge dopo diverse ore di collegamento, soprattutto quando non vengono rispettati da tutti i limiti di tempo raccomandati per la lezione online e/o le norme elementari nell’uso dei videoterminali; la tendenza a privilegiare canali non interattivi (videolezione, invio materiali etc.) con l’indesiderabile risultato di una mole di materiali da stampare, compilare e rispedire, con dispendio di energie da parte di alunni, famiglie e docenti.  I benefici consistono nella flessibilità oraria, utilizzo di life skills (uso delle TIC, problem solving, etc.) richieste nel mondo del lavoro, condivisione delle risorse, archivio di materiali didattici, superamento dei confini geografici nell’accesso alle risorse.

 

In che modo il Ministero dell’Istruzione sta affiancando gli Istituti, in questo periodo di emergenza?

Trapanese: Il Ministero, come comunicato con nota del 13 marzo, ha messo in campo una serie di azioni per attivare la didattica a distanza. Dal 2 marzo 2020 è stata allestita una sezione dedicata alla Didattica a distanza per aiutare le scuole, ove è possibile trovare quanto segue:

  • piattaforme gratuite realizzate appositamente per le scuole
  • strumenti di cooperazione
  • scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole
  • webinar di formazione
  • contenuti didattici utili per l’approfondimento delle discipline curricolari che gli insegnanti e i loro studenti possono consultare e scaricare.

Al Ministero, inoltre, è attiva una task force, che è al lavoro ogni giorno per sostenere le scuole e rispondere alle loro necessità. Il Governo ha anche stanziato dei fondi per supportare il nuovo modo di “fare scuola”, dettato dall’emergenze coronavirus. I fondi sono destinati a:

  • dotare le scuole di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione
  • mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme nonché per la necessaria connettività di rete
  • formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza

Lombardi: Il Ministero ha messo a disposizione degli strumenti di cooperazione sulla piattaforma, che sono stati visionati dai professori, e ha in programma l’erogazione di corsi di formazione che tuttavia, se vorranno confrontarsi con il livello di preparazione già messo in campo, dovranno essere di livello elevato. Con il decreto “Cura Italia” sono stati destinati fondi per l’acquisto di dispositivi tecnologici per gli alunni in difficoltà. Va bene ma probabilmente la ministra non ha considerato che in questo momento la fornitura già normale di attrezzature è difficoltosa, non oso immaginare cosa succederebbe se partissero contemporaneamente ordinativi da tutte le scuole d’Italia. Il Ministero dovrebbe creare invece zone di wi-fi free in tutte le città e particolarmente nelle zone disagiate.

 

Crede che, passata tale emergenza, il Suo Istituto continuerà ad adottare queste nuove forme di didattica online?

Trapanese: Si, soprattutto quando viene attivata l’istruzione domiciliare o nei periodi di sospensione delle attività didattiche o comunque come modalità consueta per incentivare allo studio anche gli alunni meno motivati.

Lombardi: La DAD, nel momento in cui si attiveranno e si potenzieranno le piattaforme, diventerà uno strumento potente di condivisione di buone pratiche e di fruizione di contenuti e abilità anche coprendo grandi distanze. Potranno costituirsi reti di scuole aumentando esponenzialmente l’offerta formativa e pertanto la ricaduta sull’apprendimento e lo sviluppo sociale.

 

Quale sentimento riesce a suscitare il fatto di avere potuto aprire la scuola, sia pure virtuale, in un momento in cui si chiede di chiudere?

Trapanese: I sentimenti sono contrastanti. Sicuramente è un sollievo sapere che gli alunni possono in questo modo continuare a seguire il programma di studio, ma sicuramente si prova un forte rammarico in quanto il processo di istruzione ed educazione non si esaurisce in una videolezione ma si basa sulla relazione, sul rapporto diretto. Soprattutto penso ai più piccoli della scuola dell’Infanzia e delle prime classi della scuola Primaria. In pratica istruire è un conto, ma insegnare è altra cosa.

 

 

Un consiglio che sente di dare a famiglie e insegnanti in generale in questo momento di difficoltà?

Trapanese: In questo momento così delicato e difficile cerco soprattutto di rassicurare docenti e genitori, facendo delle riflessioni su quello che può essere considerato il rovescio della medaglia. Una riflessione sul difficile lavoro dei docenti e sulle opportunità che la tecnologia ci offre; una riflessione sulla necessità di riappropriarsi del ruolo genitoriale e riscoprire la gioia di spendere più tempo con i propri figli; una riflessione sul ruolo centrale della scuola, intesa come comunità che reagisce con professionalità e impegno di fronte all’emergenza. In questo momento così difficile e delicato, rivolgo i miei ringraziamenti a tutti i docenti per la consueta professionalità dimostrata, ai genitori sempre attenti e collaborativi, al DSGA e al personale ATA per l’impegno profuso nell’emergenza, e a tutti coloro che a vario titolo hanno rapporti professionali con la nostra Istituzione scolastica. Un abbraccio affettuoso va ai bambini e alle bambine, agli alunni e alle alunne, agli studenti e alle studentesse della nostra scuola con l’augurio che il tutto si risolva per il meglio e che abbiano in futuro un bel ricordo della scuola in generale e dei docenti in particolare per averli accompagnati e supportati, anche a distanza, nel loro percorso di crescita.

Lombardi: Ritengo che in questo momento bisogna utilizzare con rispetto e attenzione i social, che sono il principale mezzo di comunicazione rimastoci, quindi non diffondere notizie false ma potenziare le relazioni positive. In questo quadro inserisco anche la DAD, che va utilizzata con parsimonia, per evitare di sovraccaricare situazioni familiari già allo stremo sotto diversi punti di vista. La vita e la natura ci stanno insegnando a dare valore al tempo, a riprendere le abitudini naturali di un tempo, a concedere spazio allo spirito: è questo che raccomando alle famiglie e agli insegnati ma prima ancora alla nostra classe politica , affinché effettivamente liberino l’Italia da tutti quegli appesantimenti burocratici , da quella corsa verso il perseguimento a tutti i costi della qualità, così come definita in ambito industriale, nel senso di puntare a target sempre più alti che ci hanno “s- traniti” tutti in una corsa folle e senza senso.

Speriamo che quest’intervista vi abbia raccontato qualcosa in più sul lavoro che la scuola sta conducendo in questo momento di difficoltà condivisa. Noi lo apprezziamo e ci auguriamo  di poter tornare presto alla normalità e di vedere i ragazzi nuovamente tra i banchi di scuola e, perché no, all’interno dei nostri laboratori a sperimentare, a condividere, a scambiarsi sorrisi e abbracci e magari fare qualche marachella innocente che strapperà un sorriso anche ai docenti.

E le vostre esperienze, da studenti e genitori, in questo momento particolare, quali sono? Raccontatecele a segreteria@medaarch.com.

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