Didattica a distanza: riflessioni ad un anno dalla sua introduzione Copia

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La didattica a distanza: prima e dopo

La pandemia ci ha costretti a cambiare la nostra quotidianità, incidendo profondamente anche sul mondo scolastico, dando vita al fenomeno, ormai consolidato, della didattica a distanza. In pieno lockdown, noi di Medaarch abbiamo affrontato questa tematica, ancora alle fasi iniziali, sottoponendo ad intervista due dirigenti scolastiche di Cava de’ Tirreni , due docenti del Nord e Sud Italia e tre genitori, con figli frequentanti la scuola primaria, la secondaria di I grado e la secondaria di II grado.

Tre interviste per altrettanti 3 punti di vista, accomunati però dal timore del cambiamento imminente e dalle difficoltà derivanti da una preparazione poco adeguata all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie digitali.

A distanza di un anno, e al susseguirsi di alternanze tra didattica in presenza e didattica a distanza, quali riflessioni possono essere condivise? Quali cambiamenti o migliorie del sistema sono derivati? Abbiamo analizzato pro e contro di questo fenomeno.

I vantaggi della didattica a distanza

Innanzitutto, questo periodo storico ha permesso l’affermarsi di quella transizione digitale, di cui ormai si parlava da anni senza però arrivare ad un punto concreto. Un cambiamento che ha coinvolto tutti gli attori del mondo scolastico e diverse generazioni. Ancora oggi non mancano momenti di formazione e aggiornamento ma il grande passo è stato fatto.

Altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di registrare le lezioni online, rendendo accessibili i file in qualsiasi momento per gli studenti che vogliono approfondire l’argomento o che magari hanno perso qualche informazione chiave. Pensiamo a quegli studenti che si assentano dalla lezione online per qualsiasi impedimento: non si tratterebbe in questo caso di una lezione “persa”, poiché potrebbero recuperarla in qualsiasi momento senza restare indietro rispetto ai propri compagni di scuola.

 

Ancora, c’è da sottolineare che i ragazzi non hanno perso la quotidianità e questo li aiuta molto, non avendo la percezione di “essere isolati dal mondo”. Sono sì da soli ma, al tempo stesso, continuano ad avere rapporti, anche visivi, con i compagni e le insegnanti. Inoltre, e questo è un merito da riconoscere alle nuove generazioni, riescono anche a collaborare e a portare avanti, con ottimi risultati, progetti di gruppo, lavorando sì a distanza ma ognuno con un ruolo ben definito.

La didattica a distanza rende la formazione molto più democratica e fruibile, e quelli che tradizionalmente vengono visti come strumenti compensativi per studenti DSA o, ancor meglio BES, ora diventano pregnanti nel momento di apprendimento di ognuno. La tecnologia, difatti, è diventata sussidio semplificante atto a fornire una serie di facilitazioni all’agire didattico, rendendo possibile mantenere il contatto con una comunità educante così vasta, rispettando sempre i tempi di apprendimento di ogni studente.

Ultima, ma non per importanza, è la diminuzione dei costi di cancelleria per le famiglie poiché non vi è la necessità di acquistare diari o altro materiale, dal momento che basta un computer o un tablet per disporre di tutto ciò di cui si ha bisogno (strumenti elettronici che, in quasi tutte le realtà scolastiche, sono stati consegnati a titolo totalmente gratuito, favorendo quindi l’integrazione e la partecipazione anche di studenti poco abbienti). Grazie a programmi appositi, anch’essi gratuiti, è infatti possibile scrivere, leggere testi, svolgere compiti online e tanto altro.

Gli svantaggi della didattica a distanza

La didattica a distanza, però, nonostante abbia diversi aspetti positivi, ha ancora degli elementi che potrebbero non convincere. Questi dubbi sulla sua validità  derivano in parte dalla concezione classica che abbiamo di scuola, e che potrebbe essere superata con il tempo. Tuttavia è innegabile che quando si sente parlare di lezioni online si avverte subito la mancanza di qualcosa, ovvero dell’interazione fisica tra docente e allievi e tra gli studenti stessi.

L’essere umano non comunica solo verbalmente, ma anche tramite gesti, espressioni e tanti altri piccoli atteggiamenti del corpo che servono a sottolineare ragionamenti e porre enfasi su ciò che si dice. Il docente è in grado di stimolare i propri studenti anche attraverso il modo di porsi, elemento che viene a perdersi o comunque a diluirsi notevolmente nella comunicazione online.

Altro elemento è la poca informatizzazione del Paese, soprattutto nella fascia dei genitori “over 40” che non hanno mai dedicato molto tempo all’acquisizione di abilità legate all’uso dei computer o di internet, avendo vissuto a cavallo tra l’epoca “analogica” e quella “digitale”, pertanto non sono sufficientemente preparati nel risolvere eventuali problemi che i figli potrebbero riscontrate nell’utilizzo del proprio computer.

Come possiamo vedere, però, si tratta più di problemi di natura tecnica, che possono essere risolti nel tempo con la giusta preparazione che veri e propri ostacoli alla didattica a distanza che, dati i suoi pregi, dovrebbe invece essere applicata sempre più, magari alternandola a lezioni in sede (cosa che non avviene in modo organizzato in tutte le Regioni), che potrebbero tenersi un paio di volte a settimana, per continuare a mantenere il senso di comunità e di appartenenza a una classe, elemento di socialità che contraddistingue l’essere umano e che dovrebbe essere comunque preservato anche in un’era completamente digitale.

Fonti:
Didatticaonline.it
Buonoedeconomico.it

 

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